De rerum praenotione Libri Novem. Proveritate religionis Contra superstitiosas vanitates edit. "De fide theoremata De Morte Christi & propria cogitanda: Libri tres. De studio divina & humana philosophia: Duo. De divini amoris imaginatione: Unus. Vita patrui & defensio de uno & ente & alia quaepiam. Expositio tex. Decreti de con. dis. II. Hilarij. Epistolarum libri Quattuor. Iustini tralatio. Staurostichom de misterijs Germaniae Heroico carmine".
Argentorati, Ioannes Knoblochus imprimebat: Recognavit Mathias Schürerius, Kal. Febr. MDVII (1507).
9 parti in 1 volume in-folio (mm 255x185), carte [292] di cui 5 bianche, 48 linee, spazi capitali. Legatura in pelle bazzana coeva, dorso rest., gore marginali alle prime carte, qualche foro di tarlo all'inizio ed in fine, altrimenti ottimo esemplare.
Alla fine dell'Epistolarum, vi è un epigramma per la natività di Cristo, scritto in volgare. Pico Giovanni Francesco II della Mirandola (1469-1533), in quest'opera tentò di discutere in modo compiuto ed organico di tutte le possibili forme di conoscenza del futuro dalle previsioni astrologiche, geomantiche, e magiche delle profezie d'ispirazione divina e agli annunzi di origine demoniaca o possessiva. Pico trattò della divinazione con la mentalità di un uomo profondamente preoccupato da esigenze religiose e mistiche, legato all'esperienza savonaroliana e alla piena certezza della vericità delle profezie del monaco ferrarese. (Vasoli). L'unico bibliografo che ne ha fatta una descrizione accurata è Charles Schmidt nel suo Repertoire Bibliografiques Strasbourgeois, VII, 28 dove dichiara: "Il parait que les divers traités ont paru séparément; ils ne se suivent; ils ne suivent pas dans le même ordre dans tous les exemplaires, et il y en de ceux ci qui nont pas tout". Graesse V, 285; Choix 12212; Adams P 1138.





