Canti Orfici. (Die Tragödie des letzten Germanen in Italien).
Marradi, Tipografia F. Ravagli, 1914.
In-8° (mm 195x127), pagine 173, [1]. Brossura editoriale con qualche strappetto, macchia e ingiallitura. Dorso parzialmente liso, ma con titolo integro. Custodia in mezza tela mod. Timbro di appartenenza: "Nadia & Emilia Mestica" sul piatto sup. e sul front. Strappata la pagina della dedica al Kaiser Guglielmo di Prussia. Cancellata a penna (ma leggibile) la scritta: "Die Tragödie..." sul frontespizio e sulla quarta di copertina. Esemplare con errata corrige (nella dizione E. C.) sul verso dell'ultima pagina (che presenta anche qualche minima perdita). Il fascicolo delle pagine 119-134 è più corto di qualche mm ; la parte finale con le pagine 135-173 ancora più corta, come si riscontra in un certo numero di esemplari così usciti per primi dalla tipografia. Il nostro, inoltre, presenta caratteristiche sinora altrove non riscontrate, ossia pagine stampate al verso di altre per sbaglio e con notevole confusione nella sequenza dell'ultima parte del testo. Si tratta con ogni probabilità di uno dei primissimi esemplari "sbagliati" uscito dalle stampe ma, nonostante ciò, ugualmente rilegato e messo in circolazione. Siamo pertanto di fronte ad una rarità bibliografica che aggiunge un altro "passaggio" nella faticosa e avventurosa pubblicazione degli Orfici. Come è noto la fase di stampa del libro presso Ravagli fu oltremodo tribolata, col poeta che ossessivamente stava in tipografia a controllare e contestare.
Edizione originale di uno dei più affascinanti libri di poesia del Novecento italiano, nella variante tipografica sopra descritta. Mitica fu non solo la storia creativa del testo, ma anche la sua vicenda editoriale, a partire dallo smarrimento del manoscritto originale, intitolato: Il più lungo giorno, affidato da Campana a Papini e Soffici; passando per la stampa a spese proprie presso il Ravagli del testo ricostruito, secondo la leggenda, a memoria; fino alla diffusione del libro attraverso le note vicende censorie e incursioni poliziesche nella libreria di Ferrante Gonnelli, le pagine strappate e cancellate e così via. Sulla vicenda editoriale dei Canti Orfici e sul censimento degli esemplari si veda in particolare: R. Maini-P. Scapecchi, L'Avventura dei Canti Orfici. Un libro tra storia e mito. Firenze, Edizioni Gonnelli 2014.





