Opera omnia medico-chemico-chirurgica, tribus voluminibus comprehensa. Editio novissima et emendatissima, ad Germanica & Latina exemplaria accuratissimè collata: Variis tractatibus & opusculis summa hinc inde diligentia conquisitis, ut in Voluminis Primi Praefatione indicatur, locupletata: Indicibusque exectatissimis instructa.
Genevae, sumptibus Ioan.Antonij & Samuelis De Tournes, MDCLI I X (1658).
3 parti in 2 volumi in-folio (mm 333x232), carte [17] e 1 carta bianca, pagine 829, [1], carte [19], (indice); carte [11] e 1 carta bianca; pagine 718 e carte [16], e 1 carta bianca, (indice); carte [6], pagine 212 e carte [14] (indice), carte [2], pagine 119 e carte [4], pagine 18. Con il ritratto dell'Autore inciso da F. Chauvéau, da un dipinto del Tintoretto. I frontespizi, stampati in rosso e nero, di cui il primo con una grande vignetta incisa su rame, raffigurante figure allegoriche e motto dello stampatore "quod tibi fieri non vis, alteri ne feceris", il secondo e il terzo col motto inc. su legno, e molte xilogr. nella parte dell'"Archidoxis Magicae". Legatura in mezza pelle moderna con punte, dorso a 5 nervi, titolo su tassello, piatti marmorizzati. Fogli di guardia rinnovati.Timbro di precedente appartenza anglosassone. Esemplare con lievi bruniture sparse ma complessivamente, Buon esemplare.
Philippus Theophrastus Bombast von Hohenheim (detto "Philippus Aureolus Theophrastus Paracelsus") nato nel 1493 vicino a Zurigo, nipote di Giorgio Bombast von Hohenheim, Gran Maestro dei Cavalieri dell'Ordine di San Giovanni, ricevette già in giovane età un'istruzione scientifica da suo padre, che gli insegnò i rudimenti dell'alchimia, della chirurgia e della medicina; in seguito venne istruito dal celebre Johann Trithemius di Spanheim, uno dei maggiori adepti della Magia, dell'Alchimia e dell'Astrologia del suo tempo. Sotto la guida di questo maestro, Paracelso coltivò e mise in pratica il suo talento e il suo amore per l'occulto. Il giovane Theophrastus assunse probabilmente in quel periodo il suo soprannome latinizzato "Paracelsus", intendendo accentuare la sua convinzione di essere superiore all'arte medica del passato. Ritenuto "il più medico tra i pazzi e il più pazzo tra i medici" a causa della carica eversiva che ebbe il suo insegnamento nella medicina e nella chirurgia tradizionali, i suoi successi non mutarono la sua fortuna, ma accrebbero le ostilità degli accademici, condannandolo a continui vagabondaggi. Nel 1541, morì di morte violenta, dovuta a veleno o a ferite, all'età di quarantotto anni. Caillet, 8283. Ferguson, II, 169. Krivatsy, 8560. Bibliotheca Osleriana, 528. V. Verginelli, Biblioteca Hermetica, n° 243-244.





