Il filosofo alla moda. Commedia in tre atti in prosa.
Sec. XIX (1° metà).
Manoscritto cartaceo (mm. 290x230 ca.). Carte non numerate 33 di cui 3 bianche. Scrittura di una sola mano con molte correzioni e aggiunte. Lievi arrossature alle carte, sporadiche fioriture. Legatura in cartonato moderno.
Il testo è preceduto da una nota a lapis di Marianna Panciatichi (nata nel 1835) nella quale esprime una critica acerba, anche d'ordine morale, nei confronti dell'autore, precettore del padre Ferdinando (nato nel 1813) e del fratello Bandino (nato nel 1836): "Fu lo spirito funesto della nostra casa...". Giudica, inoltre, la commedia "una vera stupidaggine". Poche le notizie sull'abate Bondi; risultano edite: "Poesie scritte da un giovane architetto". La qualificazione di "giovane architetto" che egli si dà confermerebbe che il Bondi, quale precettore di Ferdinando Panciatichi, influenzasse l'allievo, tanto che questi manifestò particolare interesse per l'arte. Conosciuta è del resto l'attività di architetto svolta dal Panciatichi nella costruzione e restauro di palazzi e ville, in particolare quella di S. Mezzano di proprietà della propria famiglia. (Cfr. Passerini, Gen., della famiglia Panciatichi, p.237).



